Mostra OLTREMARE


Mostra OLTREMARE
3-5 aprile 2009
Piazza Mazzini, 6 - Palombara Sabina (RM)

Mari non solo reali, ma soprattutto mari della mente. Labirinti di mare, mari orizzontali, mari verticali, mari diversi, luci diverse, momenti diversi, mare oceano, forza diversa, mari mentali, mare oceano, mare costiero, mare calmo, mare agitato e l’ostinata ricerca del misterioso centro di tutti i mari.
Il mare con le luci del luogo ed il colore che lo contraddistingue, il mare con il suo tipico odore e color smeraldo, il mare aperto e profondo.

Il mare viene presentato in questa mostra in tutte le sue molteplici forme e come simbolo al quale l’artista affida all’acqua, come simbolo di universalità, i suoi pensieri sulla vita, certo che il messaggio possa essere percepito da chiunque sia disponibile a mettersi in ascolto.

In esposizione opere di: Annamaria Biagini, Giuseppe Cascella, Giuseppe Dente, Serena Fazio, Roberta Gherardi, Cristina Madini, Lunia Marchetti, Amanda Nebiolo, Rossana Rigoldi.

La mostra si svolge negli stessi giorni della The Road to Contemporary Art romana

3-5 aprile 2009
RossoCinabro
Piazza Mazzini, 6
Palombara Sabina (RM)
vernice ore 15
ingresso libero
a cura di Cristina Madini
organizzazione e promozione RossoCinabro
rossocinabro@gmail.com
tel. 334-3422616 
Continua... 


Fenomenologia della luce

Fenomenologia della luce - Personale di AZZALI
Dal 14 marzo al 10 aprile, presso Galleria Art&Media (via Roma, 38 Castelfranco Veneto)

GRAZIA AZZALI – FENOMELOGIA DELLA LUCE

La ricerca artistica di Grazia Azzali si colloca a metà tra la pittura e la fotografia, ma in modo totalmente inedito in confronto alle commistioni di genere che siamo già stati abituati e vedere. Quando si parla di convivenze tra pittura e fotografia la prima cosa a cui si pensa è, infatti, ad una stampa fotografica che viene coperta in modo più o meno predominante dalla pittura, ma dove ognuno dei due mezzi ha di fatto vita propria, il proprio momento dell'azione e la propria identità. Grazia Azzali, invece, confonde le due cose in un unico gesto, non utilizzando di fatto né la fotografia né la pittura propriamente intesi. L'operazione è pittorica, c'è la gestualità e il movimento dell'impressione del colore sulla tela, ma il mezzo è uno strumento fotografico. In definitiva il supporto su cui si compie l'azione è l'emulsione, ovvero la soluzione gelatinosa fotosensibile che viene depositata sulla pellicola. Su di essa la luce viene dosata e depositata come se si trattasse di un colore ad olio, creando una composizione tonalità oro su uno sfondo cieco.

Il risultato finale ha della fotografia la componente scientifica dell'utilizzo della chimica, e della pittura il gesto manuale dell'imprimere una superficie su un'altra superficie per creare un'immagine che prima era solo mentale. E in effetti, benché a prima vista il risultato sembri un'astrazione, un puro gioco di filature dorate su uno sfondo nerissimo, a debita distanza dall'opera le figure ricompongono dei soggetti intricati, distorti, viscerali, ma riconoscibili. Sono fate, barche, paesaggi marini, visioni del firmamento, vegetazioni notturne e altri elementi che insieme concorrono a ricreare una cosmogonia fantastica e quasi epica. E' un mondo della favole che vive in una dimensione perennemente notturna, che si interseca con la magia, con il corpus delle leggende e dei miti più antichi, con l'alchimia e l'esoterismo, impregnato di mistero e allo stesso tempo di rivelazioni, di scoperte che appunto mettono luce dove c'era il buio sotto forma di un messaggio che si rivela essere un'intera e complessa dimensione di senso e bellezza.

Il processo chimico reso dall'emulsione fotografica dà due vantaggi netti su qualunque altro mezzo. Il primo è l'esclusività di una tecnica che Grazia Azzali utilizza per la prima volta e con una padronanza che le viene da un ventennio di sperimentazioni. Il secondo è questo connubbio tra il buio e la luce in assoluto, come nessun colore pittorico o fotografia dal reale riuscirebbe mai a ricreare. Dalla totale tenebra emerge una fonte lumosa che muovendosi velocemente ricrea un disegno al suo passaggio e che soprattutto resiste fisso e non si dissolve, non sfuma e anzi, diventa sempre più netto e significativo. Il fatto che tutto questo accada a un livello chimico, rende l'opera non una rappresentazione della realtà, ma un fenomeno reale di per sé, qualcosa che non è né riproduzione della natura, né imitazione, ma una vera e propria nuova natura.

E se questa cosmogonia dai tratti gotici ed epici riesce così bene è ovvio che non è solo per una capacità del “saper fare”, ma anche perché fa parte di una spiritualità altamente sviluppata e netta che l'artista coltiva nel suo carattere, con la sua personalità effettivamente notturna, schiva, solitaria, che ricerca il mistero e che si appassiona di nuovi modi di intendere la vita oltre il materiale, mischiando continuamente il proprio quotidiano alle nuove scienze spirituali ed esoteriche. Ma a rendere unico il tipo di operazione è anche quello che potrebbe essere definito un suo difetto visivo e che in questo caso le è però di indispensabile supporto. La sua pupilla vede le fonti di luce sdoppiate e grazie a questo focalizza in modo migliore nel buio e ha una visione diversa rispetto alla nostra sulle fonti di luce, accentuando la visione magica che le sue opere formano e creando un immaginario dove è evidente un tipo di concezione diversa dell'uso della luce e del buio in confronto a chiunque altro.

La luminosità viene dosata con un tatto superiore alla media e la maggiore sensibilità dell'artista verso questo tipo di energia e materia la rende ancora più forte di quanto già non sia, dandole la possibilità di creare una trama e un tessuto di se stessa.

Parlando della sensazione quasi unica che la sua vista particolare le consente di avere e del rapporto che questa sviluppa con il suo lavoro, l'artista ha ideato un quasi motto: “L'opera è la mia frequenza”, ispirandosi un po' a quello che il suo maestro, Emilio Vedova, ripeteva spesso: “L'opera è il mio respiro”. Il termine usato da Grazia Azzali è però ancora più significativo in quanto riesce ad andare oltre a un rimando poetico e diventa un fenomeno fisico nel senso scientifico del termine: la luce è un'onda elettromagnetica e in quanto tale si identifica proprio con una frequenza. Quindi l'opera finale è in effetti la sua luce, il suo modo di filtrarla e concepirla, una modalità di ricerca di senso nel mondo, cercando un'illuminazione che dipani il buio della conoscenza umana.


Orario: dal martedì al sabato 15.30 – 20.0
Per informazioni: Luigina Mazzocca al 348 03 02 6 05 
Continua... 


FREAKY FRIDAY: Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea

Nella programmazione del Freaky Friday il Caffè Letterario di Roma presenta la II edizione della rassegna artistica “Il Viaggio dell’Anima nell’Altrove”, esposizione internazionale di arti visive curata dal critico d’arte Sabrina Falzone in collaborazione con il fotografo Marco Serri.
La collettiva multifunzionale sarà inaugurata il 3 aprile e approfondirà la storia del manichino dalle origini ad oggi, con uno sguardo alla pittura, alla fotografia, al video e alla musica.
La mostra è dedicata all’indagine interiore nell’ambito del contemporaneo. L’iconografia del progetto espositivo indaga il viaggio che compie l’anima verso “altri” luoghi, in un percorso emozionale che si snoda nel passaggio dal materialismo del corpo alla spiritualità dell’esistenza. L’uomo è protagonista di un processo che dal buio porta alla luce, che partendo dalla sofferenza terrena arriva alla pace eterna. Identità plurime si confrontano mediante le espressioni creative di Patrizia Fergnani, Maria Gerardi, Giovanni Ignazzi, Giulia Infante, Nadia Larosa, Andrea Masini, Park Youn-Hee, Maria Rita Ridolfi, Emanuela Simoncini, Paola Valori, Elisabetta Accoto, Stefano Compagnone, Terzo Taddei, Gianluigi Contesini, Aida Racalbuto e Marco Serri.

Inaugurazione: venerdì 3 aprile alle ore 18:30

FREAKY FRIDAY
In mostra dal 1 al 12 aprile 2009
Ingresso libero
Orario di visita: Lunedì dalle ore 11 alle 20;
Martedì-Venerdì dalle 11 alle 2;
Sabato e Domenica dalle 19 alle 2
Curatrice: Sabrina Falzone
Presso: Caffè Letterario di Roma 
Continua...